Il castellano (castigliano) e lo spagnolo sono in effetti la stessa lingua. Gli Spagnoli sono soliti chiamare la loro lingua Español quando questa viene citata insieme a lingue di altri Stati (per esempio in un elenco dove figurino anche il Francese o l'Inglese).
Il termine castigliano si usa per mettere in evidenza che la lingua è originaria della Castiglia e non di altre regioni della Spagna di cui sono autoctone altre lingue.
La Costituzione Spagnola, in effetti riconosce una lingua ufficiale che è il "Castellano" e 3 lingue co-ufficiali: il Galiziano (Galego), il Basco (Euskera) ed il Catalano sia nella sua modalità orientale (Català), che valenciana (Valencià).
Lo spagnolo é una delle sei lingue ufficiali della ONU insieme ad arabo, cinese, francese, inglese e russo.
Dopo il cinese mandarino é la lingua più parlata del mondo per numero di persone di lingua materna. La seconda dopo l'inglese per numero di studenti (17,8 milioni) e si posiziona al terzo posto tra le piu' usate in internet (8,2% del totale).
Lo Spagnolo si è evoluto dal Latino "volgare" e ha subito l'influenza delle lingue preromane (Basco, Celtico, Iberico, ecc.) parlate nella zona, dell'Arabo, degli altri idiomi neolatini (occitano, francese, italiano, ecc.) e, più recentemente, dell'inglese. Caratteristiche tipiche della fonologia diacronica spagnola sono la lenizione (Latino vita, Spagnolo vida), la palatalizzazione (Latino annum, Spagnolo año), la trasformazione in dittonghi delle vocali latine brevi e/o (Latino terra, Spagnolo tierra; Latino novus, Spagnolo nuevo). Fenomeni simili si possono trovare anche nelle altre lingue romanze, benché lo Spagnolo presenti una influenza celtica più forte dell'Italiano, specie nella lenizione.
Con la Reconquista, il dialetto del centro della penisola iberica si è diffuso anche nelle regioni meridionali.
Il primo libro di grammatica spagnola (e anche la prima grammatica di una lingua moderna) Gramática de la Lengua Castellana è stato realizzato a Salamanca nel 1492 da Elio Antonio de Nebrija. Quando tale lavoro è stato presentato a Isabella I di Castiglia, la regina ha chiesto: ¿Para qué quiero una obra como ésta si ya conozco el idioma? (Per quale motivo dovrei volere un'opera come questa, se già conosco la lingua?). L'autore ha risposto: Señora, la lengua es el instrumento del Imperio (Signora, la lingua è lo strumento dell'Impero).
A partire dal XVI secolo, lo Spagnolo è stato introdotto in America, Micronesia, Guam, Isole Marianne, Palau e Filippine (anche se in tutte queste isole è rimasto ben poco di tale colonizzazione, se non alcuni pidgin).
Nel XX secolo il Castigliano si è diffuso anche nelle colonie africane della Guinea Equatoriale e del Sahara occidentale (all'epoca noto come Río de Oro).
In città la lingua correntemente usata é sempre il castigliano, anche se la comunicazione dell'amministrazione pubblica ai cittadini così come i nomi di strade, palazzi e luoghi pubblici viene fatta in valenciano e/o castigliano, creando all' inizio un po' di confusione per i forestieri.
Alcuni esempi:
Il valenciano é presente come materia d' insegnamento per tutto il ciclo scolastico obbligatorio ed a discrezione dell' alunno viene permesso farsi esaminare nelle altre materie nella stessa lingua. Solo all' università smette di essere obbligatorio; cosicchè i valenciani sono praticamente bilingue.
All' apparenza un bilinguismo inutile, che invidia la sorella maggiore Barcellona e la Catalunia, per orgolio nazionalista elevando il valenciano a lingua e non a dialetto catalano, ecc....e qui la polemica si amplia! Smorzando i toni, ad effetti conoscendo due ligue é più semplice apprendere la terza, specialmente se si tratta di lingue indoeurope del gruppo italico, come italiano e francese. Quindi per un valenciano é abbastanza semplice capire un italiano date le somiglianze tra le parole nelle varie lingue.
| Valenciano | Catalano | Castellano |
Italiano |
|
meua, teua, seua |
meva, teva, seva |
mía, tuya, suya |
mia, tua, sua |
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xicotet (pron. cicotet) |
menut | pequeño | piccolo |
| maduixa (pron. maduìsa) | fraula | fresa | fragola |
| vore | veure | ver | vedere |
|
roig (pron. rog con g di "gioco") |
vermell | rojo | rosso |
| eixir (pron. eisir) | sortir | salir | uscire |
- Il valencià utilizza un propio alfabeto comune al catalano e le differenze con il castigliano sono abbastanza evidenti, soprattutto per la pronuncia.
- I suoni sc di "sciare", ge di "gelo" sono inesistenti in castigliano mentre sono comuni in valenciano.
- Le uniche doppie* presenti in castellano sono rr, ll, cc, ed eccezionalmente la nn (es.: "perenne" come in italiano) mentre in valenciano abbiamo anche la ss.
- Normalmente in spagnolo la lettera x é quasi inutilizzata ed la h come iniziale é frequente, al contrario del valenciano e/o catalano, dove la prima é ricorrente (es: Xavi = Javier, xiquet = niño) e la seconda spesso sostituita dalla f (es: ferradura = herradura, ferro = hierro).
*Doppie. Vedi la tabella di pronuncia.
Per gli italiani é abbastanza semplice avere una buona pronuncia del Castellano. La pronuncia non è complessa come quella Inglese e quella francese; una volta apprese le regole essenziali non presenta eccezioni ed é possibile riuscire a pronunciare correttamente partendo dal testo scritto.
Il castellano come l'italiano ha radice latina, quindi la costruzione della frase rimane praticamente invariata.
Esempio:
¿Para qué quiero una obra como ésta si ya conozco el idioma?
Per quale motivo dovrei volere un'opera come questa se già conosco la lingua?.
Nella frase possiamo notare che la traduzione é letterale e la sintassi identica.
Curiosamente il livello di spagnolo parlato dagli italiani, che normalmente si ascolta per le strade di Valencia, é spesso mediocre. Probabilmente perchè é abastanza facile farsi capire dai valenciani. Per questo che, passati i primi impacci, cominciamo a limitare gli sforzi fino al punto di "spagnolizzare" parole dall' italiano...Italia paese di inventori!
Il glossario dei falsi amici della lingua spagnola è un elenco di lemmi che, pur essendo uguali o molto simili ad altrettanti termini in italiano, hanno però un significato diverso. Queste parole prendono appunto il nome di falsi amici.
Alcune ambiguità prendono piede solo attraverso la pronuncia (omofonia), come ad esempio tra ceño e "segno". Altre, al contrario, scompaiono con la pronuncia, come ad esempio tra llegar e "legare". Se due termini hanno significati diversi nelle due lingue, ma si scrivono nello stesso modo, si è in presenza di una omografia.
In alcuni casi, i falsi amici della lingua spagnola hanno un secondo significato uguale o simile al lemma italiano, come nel caso di contestar, che vuol dire tanto "rispondere" quanto "contestare", e che quindi non rientra nella lista.